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Consumi più stabili a luglio

Consumi di luglio: incoraggiante analisi di Confcommercio

Confcommercio: consumi stabili a luglio

Confcommercio: consumi stabili a luglio

Consumi più stabili a luglio secondo Confcommercio; nonostante il dato annuo segnali una consistente riduzione (-3%), l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) relativo al mese di luglio infatti registra una crescita dello 0,3% e soprattutto è il terzo mese consecutivo in cui non c’è una contrazione dei consumi. Questa tendenza può essere interpretata come il tentativo da parte delle famiglie di non intaccare il proprio livello di benessere. Al netto dell’effetto di un possibile contributo positivo da parte dei turisti stranieri, nel mese di luglio le famiglie non si sono arrese di fronte alla nuova ondata recessiva. Il modesto aumento dei volumi acquistati dalle famiglie ha interessato esclusivamente i beni (0,5%), mentre per i servizi si è segnalato un lieve regresso (-0,2%). Più penalizzata la spesa relativa all’abbigliamento e alle calzature (-1,6). Anche per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa, a luglio si è registrata una riduzione (-0,5% rispetto a giugno).

Per il futuro, i più recenti indicatori segnalano in ogni caso il permanere di una situazione molto difficile che non permette di chiarire se, con la fine della primavera, si sia toccato il punto di minimo del livello dei consumi aggregati, oppure ci si stia trovando davanti  una fase di momentanea stabilizzazione prima di un’ulteriore discesa. Stando poi alle prime stime di Confindustria, a luglio la produzione ha registrato una diminuzione dello 0,4% in termini congiunturali, così come in ulteriore ridimensionamento sono risultati gli ordinativi (-0,7%). Inoltre, ad agosto il sentiment delle famiglie e delle imprese è ancora orientato al peggioramento.

Dal mercato del lavoro arrivano segnali non univoci. L’occupazione complessiva ha mostrato, a luglio, una sostanziale tenuta, con il tasso di disoccupazione fermo al 10,7%. Se negli ultimi mesi si è registrato un sensibile aumento delle ore di CIG, si segnala come, nel complesso del periodo gennaio-luglio, la CIG ordinaria, rilevi, rispetto allo stesso periodo del 2011, un aumento superiore al 45%. Questo dato porta alla previsione di un deterioramento delle dinamiche occupazionali già dai primi mesi dell’autunno. Analizzando gli ultimi anni si rileva come la diminuzione degli occupati interessi non solo le fasce più giovani (15-24 anni), ma coinvolga in misura di particolare rilievo la popolazione tra i 25 ed i 44 anni. Coloro che effettivamente lavorano nel nostro paese sono sempre più anziani. Ciò determina effetti di rilievo anche sui consumi; infatti la popolazione meno giovane, verso cui tende a concentrarsi la capacità di spesa, seppur evoluti rispetto al passato, segue modelli di consumo meno orientati all’acquisto di beni durevoli (automobili, mobili, articoli per la casa, ecc.) e prodotti altamente innovativi con il rischio di una ingessatura dei consumi e di un minore stimolo alle imprese.

Notizia a cura dell’ufficio studi di RGR Comunicazione d’impresa – Marketing – Ufficio Stampa, in collaborazione con Format Research

Category: Attualità, RGR News