RGR. Comunicazione integrata. PR Ufficio stampa. Marketing. Social 2.0

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Disoccupazione giovanile e crisi

Disoccupazione giovanile e crisi sotto la lente dell’Organizzazione internazionale del Lavoro

Disoccupazione giovanile e crisi preoccupano l'Organizzazione Internazionale del Lavoro

Disoccupazione giovanile e crisi preoccupano l’Organizzazione Internazionale del Lavoro

La disoccupazione giovanile, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), è acuita dalla crisi dell’eurozona che ne sta causando un’inquietante tendenza all’aumento con un trend che accomuna anche il resto mondo: Nord Africa, Americhe e lo stesso Estremo Oriente. La situazione è però particolarmente allarmante in alcuni paesi mediterranei, come Grecia e Spagna (non a caso fra le più colpite dalla crisi) dove la disoccupazione colpisce oltre il 50% dei giovani. Paradossalmente poi nei paesi più industrializzati dell’Europa e del Nord America da qui al 2017 la disoccupazione giovanile calerà, dall’attuale 17,5% a un probabile 15,6%, ma non per un miglioramento reale delle possibilità sul mercato del lavoro, ma per un nuovo trend diffuso specie nell’Europa meridionale; cioè molti giovani, stanchi e sfiduciati, rinunciano per disperazione a cercare lavoro, restando a casa con i genitori o vivendo di espedienti, scomparendo quindi dalle statistiche ufficiali sulla disoccupazione. Le stesse statistiche ufficiali secondo il rapporto dell’Ilo non tengono conto neppure dei numerosi giovani che lavorano nell’economia sommersa, sottopagati e senza diritti.
Ragionando su scala mondiale, la disoccupazione giovanile è prevista in lieve crescita dall’attuale 12,7% al 12,9 nel 2017. Particolarmente drammatica è la situazione nel Nord Africa, dove già oggi il 27,6 per cento dei giovani è senza lavoro, o in Medio Oriente col 27,0. Ma la tendenza è in crescita anche nei paesi dell’estremo Oriente come Cina, Giappone o Corea del sud, seppur mantengano le percentuali più basse; la disoccupazione giovanile qui aumenterà dall’attuale 9,5% al 10,4.
Un ruolo decisivo lo gioca nell’eurozona la crisi del debito sovrano, che spinge a un rallentamento della crescita ovunque, frenando contemporaneamente gli investimenti. La ILO lancia quindi un appello ai governi e alle aziende, invitandoli a sviluppare piani per creare e garantire posti di lavoro ai giovani, specie qualificati, su base globale onde scongiurare pericolosissimi sconvolgimenti dell’equilibrio sociale ma anche tensioni politiche.

Notizia a cura dell’ufficio studi di RGR Comunicazione d’impresa – Marketing – Ufficio Stampa, in collaborazione con Format Research

Category: Attualità, RGR News