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Fare, una start-up che parte da Perugia

fare

Fare, con la due giorni di Perugia, chiude la fase costituente e dà il via all’attività sul territorio.

Milano, 14 giugno 2013.

Fare è una start-up che a Perugia ha iniziato il suo cammino. E non esiste un tracciato precostituito, il cammino si fa camminando.” E’ questa la sintesi di Michele Boldrin, Coordinatore Nazionale di Fare per fermare il declino, sulla due giorni di dibattito e di discussione. 

Uscito dalle concitate fasi della campagna elettorale prima e della ricostruzione interna poi, FARE ha iniziato a tappe forzate un lavoro di radicale ristrutturazione: elezioni dei delegati congressuali ai primi di maggio; elezioni delle direzioni regionali, del coordinatore e della direzione nazionale tra il 5 ed il 12 maggio, elezioni per l’allargamento della direzione il 31 maggio. Nel frattempo sono stati avviati i gruppi di lavoro su Statuto, Codice di Garanzia e Gruppo di transizione e, in mezzo a tutto ciò si è dato il via ai primi incontri con altre forze politiche e, contemporaneamente, alla partecipazione alle elezioni comunali a sostegno delle liste civiche locali; il ciclo si è chiuso con la due giorni di Perugia il 7 e 8 giugno.

Sempre secondo Boldrin: “Perugia non è stato un congresso, come potrebbe pensare chi adotta gli schemi della vecchia politica, bensì un incontro costruttivo da cui ripartire, diviso in due giornate: la prima per parlare di noi e della nostra organizzazione, la seconda, aperta anche ai contributi esterni, per parlare di politica e soprattutto delle cose da fare.

Al mattino del primo giorno in sessione plenaria, interventi liberi e dibattito su regioni, fisco, spesa pubblica, scuola, ambiente, dai quali è emersa nettissima una domanda di politica e di cambiamento, che si è ripetuta in gruppi di lavoro (Spese e fisco; PMI concorrenza ambiente ed energia; Politiche sociali; Riforma dello stato e federalismo; Educazione e ricerca; Sistema finanziario; Organizzazione e marketing) che hanno tracciato le priorità per l’azione politica futura.

Anche la Direzione nazionale allargata ha discusso fino alle due di notte e in parallelo si sono riuniti i presidenti regionali, fino alle ore piccole. C’è tanta voglia di fare, insomma, e noi stiamo organizzando questo partito su basi completamente nuove, che sfruttano le grandi competenze dei nostri iscritti e che le organizzano su basi meritocratiche, volontaristiche e di massima efficienza. Un totale salto di qualità rispetto ai vecchi apparati di partito, insomma

Il giorno dopo si è parlato di temi politici, in un confronto aperto anche a voci esterne come Sergio Belardinelli (coordinatore della commissione che ha prodotto il libro della CEI “Per il lavoro”), Fabiano Schivardi (economista e professore della LUISS, che con Giavazzi ha steso il rapporto sui possibili tagli dei sussidi alle imprese) e Marco Bentivogli (segretario confederale della FIM Cisl), che hanno dialogato con Michele Boldrin, Ezio Bussoletti e Roberto Italia.

Davanti a circa 200 persone si è parlato di responsabilità, merito, opportunità, cultura del lavoro. Si è discusso del dialogo con altre forze politiche, di tavoli aperti con radicali e altri movimenti su temi prioritari (fondazioni bancarie, burocrazia, tetto agli stipendi pubblici, ecc.), dei contatti con altri movimenti e gruppi, del ruolo dell’individuo della forma associativa, così importante nella tradizione italiana, delle reti sociali e cooperative, del mondo cattolico, delle comunità territoriali.

A Perugia si è visto finalmente un partito vero, capace di confrontarsi all’interno e pronto al dialogo concreto con le altre forze politiche e culturali aperte alla politica del Fare; certo, c’è molto lavoro da fare, ci saranno ostacoli e difficoltà, a partire dalle elezioni regionali in Basilicata questo autunno, dalle proposte su IRAP e IMU. Ma questo partito saprà costruire le cose in modo solido, con il tempo che ci vuole. Fare? E’ partito!

Fare per Fermare il Declino è il partito politico scaturito dal movimento nato lo scorso agosto. Il manifesto di appello agli italiani da cui il momento di origine del movimento, pubblicato su sei quotidiani e intitolato “Cambiare la politica, fermare il declino, tornare a crescere”, è basato su 10 punti programmatici, semplici e realizzabili, e ha ottenuto una immediata e forte risposta da parte degli italiani, che ha permesso di partecipare alle elezioni politiche già dopo pochi mesi dalla costituzione. Oggi il movimento conta oltre 70mila adesioni. www.fermareildeclino.itwww.fare2013.it.

 

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