RGR. Comunicazione integrata. PR Ufficio stampa. Marketing. Social 2.0

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Occupazione – II trimestre 2012

Disoccupazione in aumento nel 2012.

Stando alle analisi dell’Istat sul secondo trimestre del 2012, la disoccupazione aumenta, in termini tendenziali dello 0,2% e sono 48.000 i nuovi disoccupati. Al positivo andamento dell’occupazione femminile fa da contraltare il nuovo calo dell’occupazione maschile, così come un aumento dell’occupazione nella fascia sopra i 50 anni si contrappone alla persistente decrescita sia di quella più giovane che dei 35-49enni.


Se l’occupazione italiana cala di ben 133.000 unità, quella straniera invece cresce di 85.000. Confrontando però i dati con quelli dello stesso trimestre dell’anno precedente, si scopre che il tasso di occupazione degli italiani è rimasto stabile, mentre all’estero si è registrata una riduzione che va dal 63,5% al 61,5%.
Fra le tendenze negative ci sono gli occupati a tempo pieno (-2,3%, pari a -439.000 unità), in particolare nei settori delle costruzioni e dei servizi alle imprese e il fenomeno colpisce sia l’occupazione dipendente a carattere permanente sia quella autonoma full-time. Fra le tendenze positive invece, ancora una volta, ci sono gli occupati a tempo parziale (anche in gran parte part-time involontario) che crescono di un 10,9%, pari a 391.000 unità.
Per quanto riguarda l’industria in senso stretto, la flessione iniziata nel trimestre precedente, si accentua con un calo tendenziale del 2,2%, ovvero di 104.000 unità, e colpisce in particolare le imprese medio-grandi. Come accennato in precedenza, le costruzioni subiscono una forte diminuizione dell’occupazione (-5,1%, pari a -98.000 unità).

In controtendenza va il terziario, che vede un aumento degli occupati di 101.000 unità, cioè del +0,6%, in gran parte per via della crescita delle posizioni lavorative dipendenti e alla diminuzione di quelle autonome.

Il numero dei disoccupati si porta così a 2.705.000 unità e il fenomeno interessa tutto il territorio. Circa la metà dell’aumento è dovuto alla perdita del lavoro di persone con almeno 35 anni e in 6 casi su 10 a quanti hanno perso la precedente occupazione. Rispetto al 2011, l’indicatore della disoccupazione passa dal 6,9% al 9,8% per gli uomini e dal 9% all’11,4% per le donne. Fra i 15-24enni sale dal 27,4% del 2011 al 33,9% di quest’anno. Le giovani donne del Mezzogiorno rappresentano un picco di ben il 48% di disoccupazione.

Per la categoria fra 55 e 64 anni, dati i progressivi maggiori vincoli per l’accesso alla pensione e il conseguente aumento della permanenza in occupazione, gli inattivi si riducono in quattro casi su dieci.

Notizia a cura dell’ufficio studi di RGR Comunicazione d’impresa – Marketing – Ufficio Stampa, in collaborazione con Format Research

 

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