RGR. Comunicazione integrata. PR Ufficio stampa. Marketing. Social 2.0

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Recessione profonda per Confindustria

Secondo il Centro Studi di Confindustria il Paese si trova in una recessione profonda con un’incertezza elevata per il futuro.

Confindustria rileva una profonda recessione

Confindustria rileva una profonda recessione

Per Confindustria l’Italia è in piena recessione: nel 2012 i consumi registreranno la flessione più grave del dopoguerra (-3,6%) e nel 2013 torneranno sui livelli del 1997. Sul fronte Pil si prevede una contrazione del 2,4% per quest’anno e dello 0,6% per il prossimo.

Moderati incrementi di attività si riscontreranno a partire dalla prossima primavera (0,2% medio trimestre), mentre alla fine dell’anno prossimo si registrerà una variazione tendenziale positiva dello 0,5%; nonostante ciò, i valori saranno ancora più bassi del 7,3% rispetto a quelli pre crisi. Questo è lo scenario più ottimistico, in cui si assume che le misure europee diventino rapidamente efficaci ma molto dipenderà dalle elezioni politiche di primavera e se queste garantiranno il formarsi in tempi rapidi di una maggioranza stabile e riformista. Nel complesso si rischia un forte sbilanciamento al ribasso ed è lecito porsi domande sulla tempistica e sull’entità della ripresa durante il 2013. Il calo di attività nel prossimo anno è attutito dalla cancellazione dell’aumento dell’iva, che se fosse definitivamente confermata, comporterebbe un maggior livello del Pil pari allo 0,2%, la domanda interna calerà dello 0,7% nel 2013 a fronte di una flessione del 4,8 nel 2012. I consumi delle famiglie registrano una violenta contrazione, pari al -3,2%, che nel dopoguerra – rileva il Csc – trova riscontro solo nella flessione del 1993 e che in termini pro capite, non ha eguali (-3,6%,). La recessione inoltre proseguirà l’anno prossimo con la diminuzione dei consumi che si attesterà a -1%.
Il rallentamento globale, rileva il Csc, si è accentuato nei mesi estivi e si è aggiunto ai fattori da cui è originata la nuova fase di marcato arretramento: risanamento dei conti pubblici, credito molto più razionato e costoso, crisi del settore immobiliare, aumento dell’incertezza e alta presidente disoccupazione.
Per Confindustria l’incertezza rimane elevata sia per quanto riguarda l’evoluzione globale sia per i tempi di concretizzazione e piena efficacia dello scudo anti spread della Bce.

Notizia a cura dell’ufficio studi di RGR Comunicazione d’impresa – Marketing – Ufficio Stampa, in collaborazione con Format Research.

Category: Attualità, RGR News