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Trigeminale – Brunelli e Tonlorenzi intervistati da Leonardo Ristori

Stimolazione trigeminale: tema del convegno di Montecatini (4 e 5 ottobre) e idea alla base di Spring Device.

Trigeminale 2013 è il titolo del convegno sulla stimolazione trigeminale (Montecatin, 4/5 ottobre 2013) che annovera tra i suoi il professor Marcello Brunelli (Università di Pisa, ordinario di Fisiologia nella facoltà di Scienze e Medicina, direttore del dottorato di neuroscienze) e il dottor Daniele Tonlorenzi, che in questo video spiegano l’idea che, partendo dagli effetti della stimolazione trigeminale, li ha condotti a progettare l’innovativo Spring Device (www.facebook.com/SpringDevice). Il distretto trigeminale, con tre nervi che si irradiano a tutti i livelli, influenza infatti molti apparati, dal cardiocircolatorio al digerente, ed è all’origine di molti disturbi che possono anche raggiungere livelli di estrema gravità fino a provocare, per esempio, l’arresto cardiaco.

Normalmente però il trigeminale opera come un sensore che raccoglie dal corpo informazioni e le passa a vari distretti, fra cui quello cardiocircolatorio, influenzandone l’attività e regolandone il funzionamento in relazione alle necessità.
Brunelli e Tonlorenzi allora hanno pensato che se fossero riusciti ad agire opportunamente sul trigeminale avrebbero potuto indurre le reazioni desiderate in altri apparati.


 

Nella seconda parte dell’intervista, Brunelli e Tonlorenzi spiegano che le reazioni più drammatiche indotte dal trigeminale hanno origine da brusche stimolazioni (es. forti dolori o improvvisi sbalzi nella temperatura), con un riflesso noto da tempo come riflesso trigeminale. Il problema era riuscire a regolare l’intensità di questo riflesso, in modo da regolare anche l’intensità delle reazioni indotte. Per ottenere questo risultato Tonlorenzi e Brunelli hanno pensato di usare stimolo interno al corpo, cioè un allungamento dei muscoli della masticazione: in pratica, uno stretching.
Sulla domanda “esiste un riflesso trigemino-cardiaco indotto da stretching mandibolare?” è nato un fermento che coinvolge molte università italiane (Pisa, Perugia, Siena, Napoli, Firenze, Chieti) ed estere ed un forte lavoro sul campo per valutare se e quanto fosse possibile dosare la stimolazione trigeminale.
La sperimentazione si è basata misurazione delle variazioni di frequenza cardiaca e pressione in funzione delle attività di stimolazione indotte attraverso lo stretching mandibolare. Per studiare questo fenomeno sono state analizzate le modalità di azione del trigeminale, la prima che inibisce il sistema simpatico e produce un abbassamento della pressione, la seconda che stimola il nucleo del vago e determina l’azione inibitoria sul cuore. La conclusione che si è ottenuta è che la stimolazione trigeminale da una parte riduce la frequenza del battito cardiaco e dall’altra abbassa la pressione. La possibilità di dosare questi effetti diventa quindi un risultato prezioso.

 

Nel riflesso trigemino-cardiaco è descritta una vasodilatazione cerebrale, che fa parte dei meccanismi di sopravvivenza della specie umana, e un abbassamento della pressione con un aumento del sangue che arriva al cervello.
E’ un’ipotesi tuttora da verificare, ma altamente probabile, che questo possa essere di giovamento sia a livello terapeutico che preventivo per tutte le malattie degenerative-infiammatorie del sistema nervoso, come ad esempio l’Alzheimer o la sclerosi multipla, dove ormai è noto un’infiammazione virale attacca le guaine dei nervi producendo sostanze di degradazione che danno poi la reazione immunologica.
Una maggior circolazione sanguigna potrebbe asportare più facilmente queste scorie, raggiungendo un obiettivo che attualmente in chirurgia si tenta di ottenere in maniera meccanica, andando a ripulire i setti venosi per guarire queste malattie.
Peraltro l’aumentare della vita media porta a un aumento delle patologie degenerative cerebrali e le cellule staminali non stanno purtroppo dando i risultati sperati. Adesso però con questo nuovo sistema, estremamente meno costoso, potrebbe essere possibile arrivare a una prevenzione primaria delle patologie del cervello.

 

Il miglior afflusso di sangue al cervello, oltre a un miglioramento del relax generale indotto dall’abbassamento della frequenza cardiaca, è altamente probabile che abbia influssi positivi anche sui meccanismi dell’attenzione, della memorizzazione e dell’apprendimento.

Questa, come ci spiegano Brunelli e Tonlorenzi nel video successivo, è una delle strade più importanti della ricerca; gli esperimenti che stiamo conducendo a Pisa e che fanno parte di un processo di studi in tutto il mondo.

 

Spring Device è un valido supporto anche per chi fa sport perché esplica la sua utilità nel momento successivo alla prestazione, quando è importante recuperare le energie nel minor tempo possibile.
Spring Device aiutando il relax, abbassando la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, permette all’organismo di entrare più velocemente nella fase in cui recupera le energie e dunque riesce a tornare più velocemente in forma per la prestazione successiva.
Brunelli e Tonlorenzi ci raccontano nel prossimo video di un esperimento condotto con la collaborazione di una squadra di ciclisti, parte dei quali si è sottoposta a due sessioni giornaliere di utilizzo di Spring Device, ha dimostrato che le prestazioni atletiche di questi ultimi, misurate su prove ripetute, sono sensibilmente migliorate mentre coloro che non hanno fatto il trattamento non hanno migliorato.

 

Spring Device, attraverso la stimolazione del vago, e la conseguente vasodilatazione che questo induce, potrebbe essere un utilissimo sistema per rimuovere più velocemente l’acido lattico dai muscoli di chi ha fatto sport, velocizzandone i tempi di recupero.
I due ideatori di questo innovativo strumento ci raccontano come in questo momento sono in corso esperimenti con volontari che si allenano con il crossfit, un allenamento particolarmente intenso e prolungato, per verificare se effettivamente l’utilizzo di Spring Device e della stimolazione trigeminale ha effetti sulla regolazione del livello di acido lattico.

 

Sono inoltre in corso studi per verificare se, come sembra, gli effetti della stimolazione indotti da Spring Device, siano persistenti nel tempo e non soltanto temporanei; se questo venisse verificato Spring Device potrebbe essere ancor più utile nella cura di patologie come l’ipertensione, ad oggi diffusissima e addirittura prima causa di morte improvvisa (www.stampamedica.it/medicina/news/732-lipertensione-e-la-prima-causa-di-morte-improvvisa-nel-mondo.html).

Spring Device, con gli effetti indotti attraverso la stimolazione trigeminale, potrebbe essere un utilissimo sistema per prevenire, curare e comunque tenere sotto controllo questo fenomeno.

 

Spring Device potrebbe inoltre avere un effetto molto benefico contro l’ansia, perché agisce su un meccanismo, il riflesso trigeminale, che ha effetti molto simili a quelli dei betabloccanti, farmaci inseriti nell’elenco delle sostanze proibite per tutti gli sport in cui la calma e la concentrazione sono essenziali. L’azione di Spring Device in questi ambiti, può essere utile come se fosse una sorta di “doping naturale”.


 

Nel video successivo invece Tonlorenzi ci parla di come è avvenuto l’incontro con Asa Dental, l’azienda che ha permesso la realizzazione di Spring Device. Tonlorenzi racconta come, per rispondere a una richiesta di documentazione della fondazione Monasterio, entrò in contatto con Asa Dental suscitando l’interesse di Luca Martinelli, uno dei manager dell’azienda. Questi, intravedendovi un’opportunità, coinvolse i vertici, nelle persone di Aldo Puccetti e Alessandro Malfatti. Da qui iniziò il coinvolgimento di Asa Dental nel progetto Spring Device.

 

La parola passa poi al professor Brunelli, che esprime il suo apprezzamento per l’azione di Asa Dental e per la sua capacità di riconoscere l’opportunità presentatasi al momento del loro incontro. L’entusiasmo, la capacità di non dare nulla per scontato e la voglia di esplorare nuove frontiere sono state alla radice di questo progetto che mira a trovare nuove strade per attivare terapie importanti nel modo più naturale ed economico possibile.

 

In quest’ultimo video, dopo un’introduzione di Tonlorenzi che sottolinea come il meccanismo del riflesso trigeminale su cui si fonda Spring Device sia estremamente vicino nei suoi meccanismi interiori alle filosofie orientali, il professor Brunelli evidenzia come la ricerca oggi sia estremamente frustrata, specie in Italia.
In Italia i ricercatori non hanno né lo spazio né i soldi per fare ricerca, c’è confusione di ruoli e risorse tra ospedali e università, la proliferazione degli atenei (passati da 30 a 90) ha generato dispersione di risorse e di capitale umano, i pool di lavoro sono praticamente scomparsi e il lavoro di ricerca passa in subordine rispetto al lavoro operativo ordinario.
Per questo diventa vitale l’apporto alla ricerca di aziende come Asa Dental, che aiuta i ricercatori che non vanno all’estero e che restano qua a non arrestarsi nel loro percorso verso la conoscenza.


 

Intervista di: Leonardo Ristori, RGR Comunicazione Marketing

Con la Collaborazione di: Grafica77

 

 

Category: Personaggi, Video